Adattamento di Andrea de Manincor da “Le cognate” di Michel Tremblay

“Les Belles Souers” è un testo canadese degli anni ’60 del Novecento; scritto in “quebecchese”, ossia il francese del Quebec, è il testo teatrale più famoso e graffiante di Michel Tremblay, grande drammaturgo e romanziere pluritradotto, e della cui prima messinscena italiana dobbiamo essere grati a Barbara Nativi, di Laboratorio Teatro Nove di Firenze, a metà degli anni ’90, vero successo ai botteghini dei teatri. Le caratteristiche più stupefacenti di un testo che risale a quasi sessant’anni fa sono la laica ruvidezza del linguaggio – infarcito di espressioni sboccate e tremendamente sincere – e l’amaro contenuto che, pur nella risata suscitata dall’estroversione delle protagoniste (tutti i ruoli sono infatti femminili e nel nostro allestimento gli attori lavorano en travesti), dipinge un quadro di (talora) desolante attualità, per com’è tratteggiata la figura della donna nel contesto della società dei consumi che si era imposta nei paesi occidentali.
Vi si racconta la vicenda di una serata, organizzata dalla sorella maggiore della famiglia Lauzon, Germaine, la quale, avendo vinto ben un milione di punti da attaccare su specifici album di incollaggio per essere rispediti e aver diritto a tutto quello che un catalogo di acquisti propone, in puro stile “Vestro” o “Postalmarket” di allora, prima dell’avvento di qualunque Amazon, decide di invitare altre due delle proprie sorelle – la terza è volontariamente esclusa perché fa “la vita” in un night – e diverse amiche per un party di incollaggio; anzi, una party, come Germaine e gli altri personaggi dichiarano nel loro linguaggio spesso sgrammaticato, oltre che privo di pudori, per l’incollaggio di questi fatidici punti.
Si innesca così una trama di antipatie, simpatie, rivalità, invidie e gelosie che trasforma la serata in un vero e proprio duello di farsa e comicità spinta, ma anche in amarissime confessioni a pubblico che tutte le protagoniste – protagoniste sì, perché infine non ve n’è una sola – si concedono.
Al termine della vicenda, l’invidia prevarrà anche fra quelle figure che sembrano le meno corrotte: infatti, nel litigio conclusivo, le donne invitate al party ruberanno i punti, pur di impedire a Germaine di completare la raccolta. Nel ribaltamento di qualche virtù etica e morale, la meno pura delle sorelle, l’esclusa che si presenterà a casa di Germaine, rimarrà l’unica vicina a quest’ultima.
Un panorama di piccola, domestica desolazione accompagnerà il finale della rassegnata Germaine, rimasta in casa piangente accanto alla figlia Linda e all’amica di costei, Lise – rimasta incinta e decisa all’atto abortivo – e alla sorella, l’impura Pierrette.

Lo spettacolo “Cognate” è andato in scena il 27 e 28 settembre presso l’ex Oratorio di Santa Croce/Cesina delle Barbare, in veste di saggio conclusivo della Compagnia di Giovanil Incanto – Corso Avanzato di Recitazione per Giovani A.A. 2023/2024 con il coordinamento registico di Andrea de Manincor