NESSUN FULMINE SULLE NOSTRE TESTE AUDACI

Il nostro spettacolo, particolarmente adatto al pubblico della Scuola Secondaria di Secondo Grado, racconta l’esistenza di Louise May Alcott, figura antesignana del lungo cammino intrapreso dalle donne per affrancarsi da un certo patriarcato e autrice di “Piccole Donne”, e di quella delle sue sorelle, vero e proprio specchio nella realtà di quanto narrato nel famoso romanzo. Esso infatti ha una forte componente, se non di ciò che oggi si intende per autofiction, sicuramente di autobiografismo.
Nelle sorelle protagoniste di una vicenda familiare che sfila fra toni brillanti, romantici, arguti, drammatici come in fondo è l’esistenza stessa, noi possiamo rintracciare, per espressa dichiarazione di Louise, le stesse “piccole donne” di casa Alcott.
Cresciute in un contesto di assoluta libertà di pensiero e di anticonvenzionale rapporto col mondo e con la natura, le sorelle Alcott vivono l’esperienza di una “comune”; il padre infatti, il filosofo trascendentalista Amos Bronson Alcott, crea un’ideale fattoria, “Fruitsland”, dove la famiglia si nutre dei prodotti della terra e dove l’educazione intellettuale e spirituale delle ragazze di casa è gestita da eminenti figure americane del panorama letterario e critico dell’epoca: da Ralph Waldo Emerson a Nathaniel Hawthorne, da Margaret Fuller a Thoreau. Louise cresce dunque come un’abolizionista e una femminista. Ma fra la morte della sorella Lizzie e il matrimonio dell’altra sorella, May, e la pubblicazione e il successo di Piccole donne accadono fatti che inducono Louise a pensare che il concetto di sorellanza sia venuto a mancare. La sua Joe, il suo alter ego letterario in Piccole donne, rispetta in tutto e per tutto la grande tenacia di una donna che fa della scrittura la propria vita e che sacrifica ogni altra cosa in nome dell’arte e della libertà. Protofemminista, prima ancora che alla ribalta si esponessero le cosiddette suffragette, Louise May Alcott diventa la voce essenziale del nostro spettacolo, in cui il binario della biografia vissuta continua a scambiarsi con quello della fantasia e della finzione letteraria, per raccontare la storia di un’esistenza al di fuori del comune, nell’America puritana che guardava, molto più di quanto si potrebbe pensare, all’Inghilterra della Regina Vittoria come ad un modello anche in termini di moralità.

